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By Massimo Usai

Non affrettate le cose. Potrebbe essere il mio motto. 

Per questo ho ripreso fortemente a rileggere libri e a navigare meno sui social networks.

Libri e giornali su carta stampata.

Li prendo in mano, sfoglio, odoro la carta, guardo le foto a dimensione maggiore che sul mio Mac Book, che ha assunto, nel frattempo, la funzione che doveva avere in principio: un computer, dove scrivere, editare foto e qualcosa d’altro.

La lentezza dei gesti nel leggere la carta stampata, fornisce un elemento importante nella riflessione necessaria quando leggiamo con le mani occupate per tenere il libro o il giornale nella giusta posizione.

Quando qualche volta mi lascio andare alla visione del Mondo attraverso le pagine dei Social network, vedo altrimenti la vita come un pieno di battaglie frenetiche, morte, distruzione e polemiche.

Quando leggevo solo libri, quando ero più giovane ed ancora Internet non esisteva, rimanevo profondamente affascinato dal Mondo fantastico che mi creavo nella mia mente, dove se leggevo un libro di fantasia, le Regine Elfiche che magari vivevano su alberi giganti, erano terribilmente belle nella mia mente.

I libri ben scritti, sanno farti immaginare le cose che raccontano, perché’ sanno descrivere i “dettagli” delle cose, raffigurare quello che raccontano.

Onestamente, quanti dei vostri contatti sui Social Network sanno scrivere una frase decente in italiano? 

Personalmente credo una decina. 

Ricordo una descrizione in un libro in cui si parlava di foreste e alberi, le descrizioni erano cosi dettagliate che ne vedevi nella tua mente le cortecce, i solchi profondi e le fessure, ne sentivi la morbidezza e ti pareva di accarezzare quelle superfici lisce di giovani tronchi d’albero di cui si parlava.

Alberi diversi, per colore e per espressione.

Forse è questo il motivo che ancora, quando cammino in mezzo alle foreste, spesso mi fermo con la mia fotocamera a scattare foto di cortecce, tronchi particolarmente bello, e mi piace dare anche una piccola pacca agli stessi mentre gli attraverso.

Non abbraccio di alberi come sempre più comunemente vedi fare nei parchi delle grandi città metropolitane, seguendo una tradizione che arriva dal Giappone e dalla Cina, dove si insegna a meditare abbracciando gli alberi in modo di liberare energie negative attraverso loro.

In pratica, quando colleghi la tua energia con quella dell’albero, faciliti la tua guarigione fisica ed emotiva.

Il motivo è che gli alberi stanno fermi, di conseguenza sono, secondo la teoria Tao, perfetti nell’assorbire energia dalla terra e la forza universale dei cieli.

Questi piccoli gesti, queste piccole sensazioni, aiutano a passare la giornata lontano dallo stress che la vita ci regala in gran quantità e usare la carta stampata o la musica inserita manualmente in lettore di cd o, meglio, con un vinile a 33 giri, riporta tutti noi su una dimensione differente sulla terra.

I suoi che arrivano da un Sonos o le parole che leggi su un e-book, sono esattamente gli stessi, ma le sensazioni sono differenti, forse è il gesto fisico che accompagna l’esperienza che crea questa differente vibrazione interna.

Il tutto è legato alla mia frase iniziale: “non affrettare le cose”.

Sia chiaro, come tutti ho fatto anche io l’errore di affrettare le cose che ho fatto, ma il punto non è non fare mai questo errore, il punto è riconoscerne l’errore, vederne i danni e saperne gestire le conseguenze e trasformazioni.

Credo di essere arrivato a questo punto alcuni anni fa, credo di aver completamente afferrato il senso delle conclusioni a cui sono giunto, solo giusto al principio di questa crisi pandemica.

Ecco perché’, nonostante tutto, riesco a trovare molte cose positive da questo lockdown generale che dura da quasi un anno. Sono altresì convinto che cercandone i lati positivi e trascurando quelli ovvi negativi, sia più facile realmente uscirne più forti e migliori da queste crisi sanitaria, economica e mentale globale.

Per essere pronti ad affrontare l’altra crisi e la vera battaglia che ci aspetta appena sia possibile: la salvezza del Pianeta dalla distruzione che stiamo mettendo in atto da un secolo a questo parte.

Tra l’altro, se avessimo ascoltato di più scienziati, ma anche persone come David Attenborough o Greta Thunberg, forse non saremmo arrivati a questo livello nella Pandemia che stiamo vivendo.

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